martedì 24 settembre 2013

Presentati alle Nazioni Unite i 13 principi contro la sorveglianza incontrollata

eff.org, Danny O'brien 20 Settembre  2013
A Ginevra in una stanza piena di rappresentanti provenienti dalle nazioni di tutto il mondo, alcune delle più grandi organizzazioni del mondo sulla privacy, tra cui EFF, oggi hanno avvisato l'ONU dei pericoli dello spionaggio di massa su Internet che viene condotto dai propri membri. Abbiamo utilizzato l'evento sulla privacy per lanciare ufficialmente i nostri 13 Princìpi internazionali in materia di applicazione dei diritti umani alla sorveglianza delle comunicazioni, destinati a restituire lo stato di diritto a questi e ai futuri programmi di sorveglianza digitale.

Abbiamo scritto all'inizio di questa settimana di come stia emergendo a livello internazionale la polemica sulla sorveglianza, ma l'impulso per considerare seriamente il danno che provoca ai diritti umani si è andato costruendo per qualche tempo presso l'ONU all'inizio quest'anno, Frank LaRue, il relatore speciale dell'ONU sulla promozione e la tutela del diritto alla libertà di opinione e di espressione, ha scritto una relazione dettagliata che collega in modo esplicito la libertà di espressione e la privacy su Internet. Questa dettaglia come le salvaguardie essenziali per la libertà di parola possono essere spazzate via dalle conseguenze della sorveglianza digitale pervasiva — e la paura che tale spionaggio possa essere messo in atto.

Ora sappiamo, in dettaglio, che quelle paure sono spesso giustificate e che i progetti di raccolta dati infatti sono stati condotti globalmente su Internet, come minimo, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti. Con quelle rivelazioni inquietanti, altri Stati-nazione si stanno svegliando sulle conseguenze.

Nel corso dell'incontro all'ONU di oggi, LaRue ha richiamato l'ONU ad intensificare la sua azione sulla sorveglianza con un esperto speciale e la sessione del Consiglio dei diritti umani. Nel presentare i principi, Katitza Rodriguez, direttore sui diritti internazionali di EFF, ha esortato gli Stati a portare le loro leggi attualmente esistenti sulla sorveglianza in conformità con gli esistenti standard dei diritti umani, come precisato nei 13 principi.
"Dobbiamo porre fine allo spionaggio di massa incontrollato, in assenza si preciso sospetto, online e in tutto il mondo. La privacy è un diritto umano e deve essere protetta ferocemente come tutti gli altri diritti".

Saranno gli stati dell'ONU che insieme collettivamente riconsidereranno il proprio apparato di spionaggio? Tutti i governi, grandi o piccoli, hanno qualche elemento al loro interno che brama il potere dei programmi NSA e GCHQ. Obbligare il lato civile di quelle amministrazioni a frenare i propri signori dello spionaggio certamente richiederà più che delle semplici critiche ad una agenzia intergovernativa.

Ma anche solo per iniziare quel processo di riforma, i giuristi, i legislatori e i critici hanno bisogno di un nuovo linguaggio per descrivere un problema nuovo, con collegamenti a precedenti stabiliti che possono raggiungere per orientarsi e avere continuità. Le rivelazioni della NSA hanno dimostrato che con qualche deliberata pretesa, le intercettazioni digitali moderne possono fingere di obbedire alle nostre vecchie leggi, mentre le infrangono violentemente nel loro spirito. In un ambiente dove il "contenuto" viene accuratamente portato lontano, ma le autorità possono liberamente scavare a cielo aperto negli altrettanto invasivi "metadati", e dove la raccolta, analisi e archiviazione di massa delle comunicazioni è accettabile, purché agli analisti umani nella parte più in alto della catena venga data la più debole delle sorveglianze, gli schemi delle vecchie libertà civili sono resi insignificanti.


Questo è ciò per cui sono stati fatti i principi. Ora, i critici globali della sorveglianza delle comunicazioni incontrollata possono utilizzare il linguaggio che descrive ciò che è sbagliato usando l'innegabile schema del diritto internazionale dei diritti umani, piuttosto che ricostruzioni artificiose dei servizi di intelligence. Una volta che abbiamo almeno il linguaggio per descrivere il problema, possiamo predisporre una correzione. Per risolvere in modo corretto, abbiamo bisogno di risolvere il problema in tutto il mondo, e per tutti nel mondo.

L'articolo sul sito eff.org
The United Nations Meets 13 Principles Against Unchecked Surveillance