giovedì 19 settembre 2013

400 milioni di pirati, non bastano

Nel mondo, ci sono 400 milioni di Pirati su internet.
Più precisamente 432 milioni, ce lo dice un nuovo studio degli analisti NetNames datato settembre 2013 commissionato dalla NBC Universal, l'azienda statunitense della quale fanno parte alcuni tra i principali canali televisivi americani, gli studi cinematografici Universal Studios, e altre attività multimediali.

Un cittadino su 4 è un Pirata.

Nelle aree del Nord America, Europa, e Asia-Pacifico, i cittadini collegati ad Internet rappresentano l'82.6% del totale degli utenti internet.
In queste aree la percentuale di Pirati è del 25.9% della popolazione Internet, e questo uso della rete è in forte crescita, con un incremento del 160% dal 2010 al 2012. Cosa fanno questi Pirati? Usano Internet per ciò per cui è nato: condividere informazioni. Condividono cultura, conoscenza, arte, sono i cittadini che usano gli strumenti più moderni e quelli che usano di più la rete, in tutti i sensi, rispetto agli altri cittadini.
Nonostante i tentativi dei monopolisti del copyright, tra cui la stessa società che ha commissionato lo studio, di far applicare leggi repressive nei confronti di questi cittadini, la pratica di condividere cultura e informazioni è "tenace e persistente".
Questi cittadini sono anche quelli che stanno facendo evolvere Internet, e si adattano alle circostanze che cambiano, ci dice sempre questo studio.

Cosa si può fare?

Bisogna innanzitutto promuovere l'uso della rete anche in quelle aree che abbiamo visto essere indietro da questo punto di vista come Sud America, Africa e Medio Oriente che hanno così pochi dei loro cittadini che usano Internet.
Ma anche l'Italia non è messa benissimo. Con una popolazione stimata che usa Internet al di sotto del 60%, siamo ancora lontani dalle percentuali superiori all'80% di altri paesi dell'area europea come Francia, Regno Unito, Germania, Svizzera, Austria e ancora più da paesi come la Danimarca, Finlandia, Islanda, Svezia la cui percentuale degli utenti supera il 90%.
In Grecia questa percentuale è del 53%, in Spagna le cose vanno meglio che in Italia ma siamo sempre su valori del 67%.
È difficile in questi numeri non vedere una correlazione con i dati riguardanti la politica, l'economia, la libertà di stampa e la difesa delle libertà individuali, la cultura in generale e la sua condivisione.
Tutti temi cari ai Pirati.
Non è giusto che la possibilità di condividere la cultura e l'informazione sia così mal distribuita, le conseguenze sono drammatiche.
E poi questi numeri dimostrano chiaramente che non è più possibile sopportare che si continui ad inventare leggi e lacciuoli, controlli e minacce, per cercare di fermare questa condivisione a vantaggio di qualche monopolista del copyright, questa libertà fa parte dei diritti fondamentali.
C'è un modo per risolvere tutto questo.
Ci vogliono più Pirati.