giovedì 29 agosto 2013

Obama disonora il ricordo di Martin Luther King

A 50 anni dal celebre discorso nel quale Martin Luther King ha pronunciato le parole "I Have a Dream", Obama celebrandolo dice "Le sue parole hanno liberato l'America".

Martin Luther King praticava la disobbedienza civile. Criticava le leggi degli Stati Uniti d'America sulla segregazione razziale, che prevedevano per esempio ancora negli anni '60 che nei mezzi pubblici ci fossero posti separati per i neri e per i bianchi.
Per i diritti civili Martin Luther King era disposto a rischiare la galera, disubbidire a quelle leggi ritenute ingiuste subendone le conseguenze penali.
E infatti fu perseguitato e arrestato.
E grazie a questa disobbidienza civile, tutte le forme di segregazione raziale furono dichiarate incostituzionali dalla Corte Suprema.

Nessuno può negare che se Obama ha avuto la possibilità di diventare presidente degli Stati Uniti, lo deve anche a Martin Luther King.
E Obama lo dice chiaramente: "Sono qui, siamo qui, grazie a quelle battaglie e a quelle marce. La fiamma della giustizia non è mai morta, siamo in debito con chi ha sacrificato la vita per cambiare il nostro Paese. Con chi ha marciato insieme in quegli anni. Per noi".

"Serve il coraggio, lo stesso coraggio" ha continuato Obama. Coraggio che anche oggi possiamo trovare negli stessi Stati Uniti in persone che in nome dei diritti civili, della vera giustizia, sono disposti a rinunciare a tutto anche alla libertà.

"Ma disonoreremmo quegli eroi se dicessimo che il lavoro di questa nazione è completo" ha detto Obama.
Quale è quindi il modo di onorare questi eroi?

Snowden

"Avevo una famiglia, una casa in paradiso, e vivevo con grandi comodità" ha dichiarato Snowden quando era confinato nell'aereoporto di Mosca "Io credo nel principio dichiarato a Norimberga nel 1945: «Gli individui hanno doveri internazionali che trascendono gli obblighi nazionali di obbedienza. Pertanto i singoli cittadini hanno il dovere di violare le leggi domestiche per evitare che si verifichino crimini contro la pace e l'umanità». Di conseguenza, ho fatto quello che ho creduto giusto e ho iniziato una campagna per correggere questo misfatto. Ho reso pubblico ciò di cui ero a conoscenza, così che ciò che riguarda tutti noi possa essere discusso da tutti noi alla luce del giorno, e ho chiesto al mondo giustizia. Tale decisione morale di denunciare pubblicamente lo spionaggio che colpisce tutti noi è stato costoso, ma era la cosa giusta da fare e non ho rimpianti."

Eppure questo Obama dice chiaramente "No. Non penso che Mr.Snowden sia un patriota". E sotto il suo ufficio viene ingaggiata una caccia all'uomo senza precedenti, che ha costretto addirittura un aereo presidenziale all'atterraggio alla ricerca di Snowden.

Manning

E analogamente, Manning vedendo gli orrori della guerra ha detto: "Ho creduto che se il grande pubblico, soprattutto il pubblico americano, avesse avuto accesso alle informazioni contenute all'interno di questi registri questo avrebbe innescato un dibattito nazionale sul ruolo della nostra politica estera e militare in generale, così come relativamente all'Iraq e all'Afghanistan."

E così è stato, le rivelazioni di Manning oggi possiamo dirlo con certezza, hanno cambiato il mondo.

Eppure questo Obama ha pregiudizialmente condannato Manning prima che si tenesse il suo processo: "ha infranto la legge" ha detto pubblicamente.
E Manning è stata inflitta una pena di 35 anni di carcere per aver resi noti quei crimini.


Martin Luther King e Barak Obama condividono il titolo di premio nobel per la pace.
Titolo che fu assegnato Martin Luther King dopo le battaglie, gli arresti e le persecuzioni.
Titolo che è stato assegnato a Barak Obama dopo la sua elezione a presidente degli Stati Uniti, forse nella speranza che potesse rafforzare la cooperazione tra i popoli.
Chissà se coloro che allora votarono per dare il nobel a Obama, oggi alla luce di tutto questo ripeterebbero quella scelta.