mercoledì 31 luglio 2013

Tutti d'accordo contro l'Agcom, che pasticcio

È un fallimento a tutto campo lo "schema di regolamento sulla tutela del diritto d'autore in rete" prodotto dall'Agcom, sottoposto ad una consultazione pubblica per 60 giorni .
Dopo un primo comunicato, che era stato accolto positivamente, una volta rilasciato il testo sono emersi tutti i problemi che già fanno pensare che l'Agcom farebbe meglio a ritirarla in tutta fretta e ripartire da zero, se non addirittura lasciar perdere e ripensare in toto a quella che possa essere la sua funzione.

"Maledetto il giorno in cui a qualcuno di noi venne in mente di immaginare l'Agcom. L'eccesso di potere ha dato probabilmente alla testa, facendo immaginare al collegio dei garanti di avere la facoltà di sostituirsi al legislatore o alla magistratura" scrive Vincenzo Vita.

"La delibera dell’AGCom ha compiuto un piccolo miracolo laico: ha unito interessi disomogenei contro una disciplina raccogliticcia e incapace di porre rimedio alla difesa degli interessi degli autori di opere protette, sollevando l’indignazione di un nutrito gruppo di esperti, avvocati, giornalisti, aziende, associazioni di settore dei provider e dei consumatori. Il regolamento dunque, non rappresenta nemmeno lontanamente una soluzione al problema, che semmai amplifica in maniera drammatica, producendo una serie di effetti collaterali a catena" scrive Dario Denni.


"«Delibera Agcom sul copyright annienta le libertà degli utenti», pioggia di critiche da provider ed esperti" titola Alessandro Longo sul Sole24ore: "Controllo a setaccio del nostro traffico internet, identità degli utenti svelate alle aziende del copyright a fronte di semplici segnalazioni (non ancora provate) di pirateria, cancellazione coatta anche dei commenti e articoli che si limitano a incoraggiare alla violazione del diritto d'autore"

"L’impalcatura mediatica ha retto lo spazio di un weekend.Quanto è bastato, agli attenti commentatori per rendersi conto di quanto in realtà c’era scritto nel suddetto regolamento. E, di rendersi conto che più che di un padre comprensivo ci si trovava di fronte al Padre Padrone di Gavino Ledda." scrive Fulvio Sarzana.

Come consiglio all'Agcom, per uscire da questo pantano e capire come farsi veramente Garante delle Comunicazioni, non c'è niente di meglio delle parole di Gian Battista Frontera: "Siamo molto preoccupati, perchè la Gestione Cardani dell’AGCOM, ha completamente ignorato una ricerca indipendente commissionata dalla Commissione Europea, che riduce il fenomeno pirateria a marginale, ed anzi, lo addita come incentivo al traffico legale, come una sorta di campagna marketing spontanea"