giovedì 18 luglio 2013

Caso Snowden/Morales: Italia si, Italia no, Italia dei cachi

18 luglio 2013. Anche se in Italia si tende a derubricare la vicenda Snowden come una guerra tra spie americana che ci riguarda poco o niente, in realtà non solo ne siamo coinvolti, ma è destinata a cambiare gli equilibri del mondo dopo aver gettato un pò di luce sugli squilibri.
Uno degli aspetti che fanno capire quanto questa vicenda sia importante, è il caso senza precedenti dell'incidente dell'aereo presidenziale della Bolivia, Eco Morales, ancor più se osservato dalla prospettiva italiana.

Il 2 luglio 2013 Morales, presidente democraticamente eletto e la cui nazione sovrana non risulta abbia conflitti con gli Stati Uniti, decolla da Mosca diretto a La Paz. Durante la sua visita a Mosca per presenziare una riunione internazionale dei paesi produttori di gas, Morales aveva accennato alla possibilità che potesse dare asilo a Snowden, che si trovava nell'aereoporto di Mosca.
Secondo il governo boliviano, Francia, Portogallo, Spagna e Italia avrebbero revocato all'aereo presidenziale il permesso di attraversare il loro spazio aereo, in plateale violazione dell'articolo 40 della Convenzione di Vienna, che impone che i rappresentanti di uno Stato che attraversano i territori di altri stati godano dell'indennità diplomatica, e che debba essere loro agevolato il transito sia in andata che in ritorno.
Lo stesso 2 luglio il vice presidente boliviano Álvaro García denuncia: "Il presidente Evo Morales è oggi sequestrato in Europa", il cancelliere David Choquehuanca dice che l'aereo è stato bloccato dall'entrare nello spazio aereo Francese e Portoghese, e che in seguito anche Spagna e Italia si sono uniti a questi paesi "Sappiamo che questo blocco del presidente Evo è stato creato dal governo degli Stati Uniti".

Secondo il giornale austriaco Die Presse, l'ambasciatore americano in Austria William Eacho (ex presidente di una società di distribuzione alimentare, senza nessuna esperienza diplomatica, che sarebbe stato scelto dal 2009 da Obama per essere stato un suo finanziatore) sarebbe stato responsabile di aver diffuso la falsa informazione che sull'aereo di Morales era presente Snowden.
E infatti è in Austria che è rimasto per 13 ore fino al 3 luglio, l'aereo dove il vice cancelliere austriaco Michael Spindelegger ha spiegato che l'aereo è stato ispezionato dalle autorità austriache dopo che il presidente boliviano ha "volontariamente" acconsentito e che a bordo c'erano solo cittadini boliviani.
Pochi minuti dopo la conferma dell'assenza di Snowden i cieli europei si sono riaperti per Morales.

Il ministro degli esteri italiano Emma Bonino ha detto “Il 28 giugno è arrivata richiesta di sorvolo dello spazio nazionale. Il 29 è stata autorizzata ma alle 21:00 del 2 luglio la sala operativa del comando operazioni aeree veniva informata del diniego dell’autorizzazione da parte di Francia, Spagna e Portogallo. Alle 21:17 veniva rilevato che l'aereo con a bordo il presidente Morales era diretto a Vienna. Come da regolamento è quindi decaduta la richiesta di sorvolo. All'1:20 la Francia ha riconcesso l'attraversamento dello spazio aereo e l’Italia il 3 luglio ha immediatamente concesso autorizzazione al sorvolo”.

Questa dichiarazione sembra più utile a sollevare fumo sul punto che andrebbe chiarito: l'aereo presidenziale è stato fatto atterrare in Austria perché l'Italia ha revocato il permesso come dicono i boliviani, o il permesso è decaduto solo dopo che l'aereo è atterrato in Austria come sembra suggerire la Bonino?
"L'Italia non ha avuto da fare nulla" ha detto la Bonino davani alle Commissioni riunite Affari Costituzionali, Esteri e Difesa di Camera e Senato.
L'impressione è invece che il sorvolo sia stato negato fintanto che non è stato chiaro che Snowden non fosse a bordo.
E comunque secondo il ministro della difesa boliviano Ruben Saavedra, che viaggiava con Morales, l'Italia ha negato il sorvolo quando l'aereo era a Vienna cercando un nuovo piano di volo.

Le spiegazioni della Bonino non sono bastate ai paesi dell'Unasur (l'Unone delle nazioni sudamericane) che hanno preteso “scuse pubbliche adeguate, in relazione ai gravi fatti che sono accaduti” anche all'Italia, si legge nella nota congiunta firmata dai presidenti di Bolivia, Ecuador, Suriname, Argentina, Uruguay e Venezuela.

L'ambasciatore italiano presso l'Organizzazione di Stati Americani, Sebastiano Fulci, avrebbe commentato che non vi sono ragioni per le quali l'Italia debba chiedere scusa al presidente boliviano, al contrario, è la Bolivia che deve chiedere scusa per le accuse prive di fondamento mosse contro l'Italia; l'ambasciatore, dopo aver sottolineato che le denunce di La Paz sono ingiuste e immeritate ha chiesto formalmente agli ambasciatori partecipanti di non fare menzione, nel documento in discussione, all'Italia. Fulci ha dichiarato che l'inclusione dell'Italia nella risoluzione di condanna "è molto grave, disgraziatamente avrà da parte del governo del mio Paese qualche reazione".

Il 12 luglio il Mercosur ha deciso di ritirare i loro ambasciatori da Spagna, Francia, Italia e Portogallo.
I Paesi del Mercosur (Comunita' economica dell'America Latina), Argentina, Brasile, Uruguay, Venezuela (e Bolivia) hanno deciso di richiamare per consultazioni i loro ambasciatori in Italia, Spagna, Francia e Portogallo. Secondo quanto risulta ad Asca, entro questo fine settimana i rappresentanti dei paesi latinoamericani avranno lasciato Roma, Madrid, Parigi e Lisbona, diretti alla volta delle rispettive capitali.

Ed ecco arrivare le scuse dall'Italia: il 17 luglio il cancelliere boliviano David Choquehuanca ha confermato di avere ricevuto le scuse con note esplicative da parte dei quattro paesi, precisando che le scuse non sarebbero abbastanza e i quattro paesi doverebbero identificare i responsabili e punirli in modo che un incidente simile non accada di nuovo. Ha anche aggiunto che le scuse verranno analizzate dal governo boliviano, aggiungendo che i paesi in questione "devono ora riparare il danno fatto al presidente Morales".
Scuse delle quali però finora la Bonino sembra non abbia ancora fatto cenno ... che siano state inviate a sua insaputa?