venerdì 31 maggio 2013

Iniziata la campagna elettorale di Assange contro il Partito Pirata?

"Mio nonno era un pirata taiwanese" ha detto una volta Julian Assange.
La storia di Julian Assange si intreccia da sempre con quella dei Pirati, in particolare con quelli del Partito Pirata.
Lo si capisce anche dalla pagina di wikipedia su Assange, dove nella foto viene ritratto con Rick Falkvinge, il fondatore del Partito Pirata, partito che nel 2010 ha ospitato i server di Wikileaks.

Birgitta Jónsdóttir è stata avvocato e attivista di wikileaks, e ad aprile eletta nelle liste del Partito Pirata, per citare qualche episodio.

E quando Julian Assange ha parlato di candidarsi alle elezioni del 2014 in Australia, in molti hanno pensato, e alcuni speravano, che il Partito Pirata sarebbe stata la sua casa naturale.

Ma Assange ha preferito pensare ad un partito tutto nuovo, che si chiama Wikileaks come il servizio che gli ha dato popolarità. E' quindi in possibile competizione con il Partito Pirata, presente anche in Australia.

La posizione di Assange nei confronti del Partito Pirata, come anche emerge nell'intervista di Stefania Maurizi di oggi sull'Espresso, è quindi abbastanza critica.

Nell'intervista, Assange si dichiara «convinto che la democrazia diretta sia molto importante per controllare gli eccessi dei leader politici», il che coincide perfettamente con il pensiero pirata.
E anche quando dice «credo che le persone siano impegnate a vivere le proprie vite e non dovremmo aspettarci che si impegnino nelle questioni specifiche della politica o nell'avere a che fare con le burocrazie e gli affari esteri» proseguendo con «Vogliono delegare queste funzioni a persone di cui si possono fidare», non c'è nessuna incompatibilità con il Partito Pirata e con l'uso di liquid feedback con il quale oltre decidere direttamente si può anche delegare, mantenendo per di più il potere di rimuovere la delega e quindi avere una maggiore garanzia.
E' molto probabile che questo Assange lo sappia, e che conosca liquid feedback perché prosegue indicando nelle « interazioni tra le piattaforme e le dinamiche politiche e sociali» la causa di alcuni problemi che si sono verificati nel Partito Pirata tedesco.

Il tema del leaderismo, imbeccato dalla giornalista: «La leadership. Quindi lei crede ancora in un processo in cui le scelte siano centralizzate?» è forse il punto centrale in questa contrapposizione, anche se Assange sposta il focus sulla responsabilità «Io credo che le persone debbano assumersi la responsabilità delle loro azioni. La leadership non è solo data dal leader che ha una qualche visione del futuro e che è capace di mettere le cose insieme. La leadership ruota intorno al fatto che, se le cose vanno male, chi è che deve assumersene la responsabilità? Se il partito è strutturato in modo tale che nessuno è responsabile dei fallimenti, allora, ovviamente, ci saranno fallimenti ogni volta»

Sembrerebbe un ragionamento limpido. Ma che cos'è esattamente questa "responsabilità" ?
La politica italiana più o meno recentemente ci ha dato dei casi esemplari sui cosidetti responsabili.
Ad esempio il Movimento di Responsabilità Nazionale, nel 2010, di cui hanno fatto parte Scilipoti e Razzi .
In nome della tanto sbandierata responsabilità troppo spesso vengono prese decisioni sulla testa dei cittadini, salvo poi scoprire che chi ha mascherato da responsabilità scelte fatte solo per curare i propri interessi, non ne dovrà pagare le conseguenze.
Non è allora molto meglio che le decisioni in nome dei cittadini, anche quelle che richiedono responsabilità, vengano prese con coscienza da parte di chi alla fine dovrà sopportare le conseguenze di tali decisioni, ovvero i cittadini stessi?


La Cina medita di unirsi al controverso trattato TPP sulla proprietà intellettuale

Shen Danyang
portavoce del Ministero del Commercio cinese
Il TPP, Trans-Pacific Partnership, propone pazzie come l'estensioni sul diritto d'autore e i brevetti

La Cina ha segnalato che potrebbe considerare di unirsi al gruppo di nazioni che negoziano la Trans-Pacific Partnership (TPP), un trattato commerciale che ha suscitato ampie critiche per le sue riforme proposte al diritto d'autore e su altre norme sulla proprietà intellettuale.

Il Peoples' Daily cinese riporta che il portavoce del Ministero del Commercio Shen Danyang ha detto in una conferenza stampa "Analizzeremo i vantaggi, gli svantaggi e la possibilità di aderire al TPP, sulla base di una attenta ricerca e in base a principi di uguaglianza e di reciproco vantaggio."

Nonostante sia stato annunciato come un "trattato di libero scambio", il TPP ha attirato critiche per il fatto di contenere molte misure restrittive.

Questa analisi, pubblicata la settimana scorsa da Angela Daly, una ricercatrice sul diritto nei media e nelle comunicazioni al Swinburne University of Technology, suggerisce che il trattato potrebbe rappresentare "un colpo da KO per l'innovazione".

Il Daly dice che l'articolo 4 del trattato "vieta l'elusione delle misure tecniche che vengono utilizzate per proteggere i diritti d'autore. Queste misure comprendono le restrizioni sui file musicali che vietano all'utente di effettuare copie, sui DVD che impediscono il DVD in fase di riproduzione in una regione diversa, e su e-book che impediscono che siano letti con voce sintetizzata dal computer [per poter essere accessibili ai non vedenti]".

La bozza del testo del trattato conterrebbe anche proposte per estendere i diritti d'autore a 70 anni oltre la morte dell'autore,  consentirebbe brevetti per nuovi utilizzi di invenzioni già esistenti e per prevenire l'importazione parallela.

Si dice "riferito alle voci" di cui sopra, perché il testo del trattato è attualmente tenuto segreto. Le 12 nazioni che negoziano il trattato non hanno rilasciato bozze, lasciando alle fughe occasionali come principale fonte di informazioni su ciò che il Trattato potrebbe significare per i cittadini dei paesi firmatari. I siti web delle nazioni negoziali offrono scarse informazioni oltre blande dichiarazioni sul fatto che il trattato porterà a una maggiore prosperità.

The Diplomat dice che la Cina ha espresso interesse ad aderire al trattato perché il progetto pilotato dagli USA è uno degli sforzi americani per avvicinarsi all'Asia. Parteciparvi quindi faciliterebbe il commercio bilaterale. Anche il fatto che il Giappone abbia recentemente aderito può avere qualcosa a che fare con la mossa della Cina.

Qualunque sia la motivazione, soggeti del calibro di Electronic Frontiers Foundation stanno guardando i negoziati il più vicino possibile considerato che avvengono a porte chiuse e non producono la pubblicazione di eventuali comunicati ufficiali. Che è proprio il modo che piace a Pechino per condurre molti dei suoi affari, fino a che non è comparso nelle pagine del Peoples' Daily.

31 maggio 2013 By Simon Sharwood, APAC Editor
theregister China ponders joining controversial IP trade treaty
http://www.theregister.co.uk/2013/05/31/china_ponders_joining_controversial_ip_trade_treaty/

Costruire un partito dopo la morte dei partiti: perché essere un pirata


Marianne Díaz Hernández
La crisi della democrazia rappresentativa e della politica dei partiti non è nuova. Sono passati decenni da quando i rappresentanti della democrazia diretta hanno cominciato a perdere credibilità e legittimità. In America Latina, la corruzione e l'opacità nella gestione dello stato è stata la fonte di una lunga instabilità che si estende su quasi tutta la nostra storia contemporanea. Inoltre, la democrazia classica è diventata, nella maggior parte dei nostri paesi un paternalismo di stato quasi affettuoso: il potere svolge la funzione di perpetuare se stesso, e di "proteggere" il cittadino inerme, prendendo per lui ogni decisione e trattandolo come un debole, come un bambino che deve prendere il cibo che gli viene messo sul piatto.

La mancanza di stabilità, la corruzione dilagante, istituzioni deboli e la distribuzione asimmetrica della ricchezza (intesa non solo come il denaro in sé, ma come il resto dei beni che da questo derivano, soprattutto i beni della conoscenza) sono le cause che per le quali la gente ha perso la fiducia nel sistema politico e cerca altre forme di organizzazione sociale. I partiti, come strutture anchilosate, chiuse, statiche in cui le decisioni vengono prese in maniera verticistica e opaca, sono destinate a scomparire. E' inevitabile quindi che la tecnologia giochi un ruolo chiave nel modo in cui le società  vivono e vivranno la politica da ora in avanti. Con l'accesso a infinite possibilità di comunicare, condividere informazioni e di esprimere le nostre opinioni, la democrazia classica sarà costretta a cambiare, anche contro la volontà di coloro che detengono il potere politico nelle strutture tradizionali. La democrazia liquida non è lontana da venire, e le leggi e i sistemi dai quali cercano di beneficiare un piccolo numero di individui, le aziende e le società, deve essere riformato per garantire una società nella quale tutti hanno accesso ai progressi della scienza, della tecnologia, arte, musica e letteratura, e in seguito, dove tutti abbiamo lo stesso accesso al processo decisionale.
Nel 2006, i membri del Movimento Pirata in Svezia hanno deciso di organizzarsi politicamente al fine di introdurre nell'agenda pubblica argomenti di loro interesse. Così è nato il Piratpartiet, primo di più di trenta partiti pirata in tutto il mondo, contando quelli che sono legalmente registrati come partito e quelli che non lo sono. L'ideologia politica del Partito Pirata può essere riassunto nella sigla P2P ("peer-to-peer", "da utente a utente" o "peer"): il sistema in base al quale il protocollo BitTorrent funziona, il nucleo di esistenza di The Pirate Bay , ma anche, se interpretiamo in senso lato, è l'acronimo di "peer-to-peer" utente a utente, il centro di tutta una filosofia per la moltiplicazione della conoscenza, informazione e cultura, appropriandosi e utilizzando le tecnologie a nostra disposizione per eliminare la scarsità artificiale. In base a tale filosofia sono nate molte iniziative, come ad esempio l'Università P2P (un campus virtuale dove chiunque può insegnare o fare un corso gratuito su un sacco di argomenti), ma anche la filosofia alla base del concetto di "democrazia liquida": in questa la società è anche un "peer", dove il voto di ogni cittadino ha lo stesso valore.
I Partiti Pirata sostengono che tutti i governi sono al servizio delle persone, e che la forma di rinnovare la democrazia avviene attraverso la trasparenza, la discussione e la partecipazione. Lo stato esiste per servire la società, e quindi, ogni cittadino dovrebbe avere pieno accesso alle informazioni e alla conoscenza, e quindi essere in grado di prendere decisioni piene e consapevoli sulla società in cui vive. Internet non può, di per sé, fare una rivoluzione, ma può essere uno strumento di grande potenziale nella redistribuzione del potere reale, e in effetti lo sta facendo.
Nel paese più corrotto dell'America Latina, che allo stesso tempo è uno di quelli con connessioni Internet più lente e più costose del mondo, crediamo nelle cause del Partito Pirata di difendere i principi di democrazia aperta e di libero accesso alle informazioni, e crediamo che il nostro paese trarrebbe beneficio da ottenere avanzamenti su questioni come l'accesso a Internet, la conoscenza libera e la trasparenza istituzionale.
L'industria del copyright ha cercato di etichettarci come "pirati" al fine di farci guardare come criminali, ladri di beni immateriali, e per questo motivo, i Movimenti Pirata del mondo intero hanno deciso di appropriarsi del nome e liberarlo dal peso negativo. Il Partito Pirata dell'Australia lo spiega in questo modo:
"Noi, nel Partito Pirata, abbiamo deciso che se condividere l'amore per la cultura, la conoscenza e le informazioni con i nostri amici e la nostra famiglia ci rende Pirati, allora questo è ciò che noi siamo e ne siamo orgogliosi. Abbiamo adottato lo stesso termine che ha cercato di demonizzare un'intera generazione per l'impulso del tutto naturale di condividere i propri risultati con coloro che ci circondano. Abbiamo rivendicato il nome di "pirati" nella lotta per una democrazia libera, aperta e rinnovata, e speriamo che vi unirete a noi".

5 marzo 2013, Marianne Díaz Hernández
Construir un partido tras la muerte de los partidos: Por qué ser pirata

giovedì 30 maggio 2013

Partito Pirata della Corea: fondiamo una Coop Pirata globale

30 maggio 2013 · di Daniel Ebbert

Il PPI (Pirate Parties International, Internazionale dei Partiti Pirata) ha tenuto la sua assemblea generale a Kazan il 20-21 aprile 2013 durante la quale sono stati accettati alcuni nuovi soci ordinari. Uno di questi nuovi membri è il Partito Pirata della Corea del sud. Pirate Times ha intervistato il fondatore Gyung Chan Lee riguardo la situazione attuale.

Pirate Times: Qual è stata la vostra motivazione per richiedere l'iscrizione al PPI e cosa vi aspettate dal PPI?
Gyung Chan Lee: la Corea è la decima o undicesima nazione per la sua dimensione economica. Saremo tra i 10 grandi dell'OCSE e il nostro budget annuale è di circa 340 miliardi di dollari all'anno. Ma la nostra politica non funziona. Ecco perché i coreani sono meno felici di altre nazioni più povere in Asia o nel mondo. Possiamo avere una società più felice se abbiamo politiche giuste e intelligenti. Vorrei dare una possibilità ai giovani politici in Corea attraverso il sistema del Partito Pirata.

Pirate Times: Il Partito Pirata della Corea del Sud parteciperà alle prossime elezioni? Potete dirci le vostre aspettative per le prossime elezioni alle quali  parteciperete?
Gyung Chan Lee: Sì! A Giugno del 2014 ci saranno le elezioni locali. Il nostro obiettivo principale per le elezioni è quello di offrire una politica migliore e completamente nuova in tutta la Corea. I nostri politici locali sono completamente corrotti ed è triste vedere come le nostre tasse vengano sprecate. Io, personalmente, beh ..... sarebbe bello, come sindaco della mia città natale, la città di Daegu, perché è conservatrice quasi quanto Monaco o la Baviera in Germania. Sono abbastanza sicuro che non ci riuscirò. Ma posso diffondere il Piratismo (l'ideologia del PP) nella nerissima metropole (una città ultra conservatrice) coreana. Così, saremo i vincitori delle elezioni locali del 2020.

Pirate Times:  il Partito Pirata della Corea del Sud da quanto tempo esiste e quale è stata la tua motivazione per fondare il partito?
Gyung Chan Lee: Dal 2011. Ho creato un forum Partito Pirata. Nessuno, o solo pochi ragazzi, sapevano del PP e così abbiamo invitato persone interessanti come professori di informatica, avvocati, ecc. E' un formato di festa come nelle feste reali, con i drink e la cena. Ora tutti sanno che cosa dovremmo fare in modo da creare "un vero e proprio partito politico". Il migliore "Partito Digitale/informatico" del mondo.

Pirate Times: Quali sono i temi centrali del Partito Pirata della Corea del Sud? Ci sono argomenti che sono unici per il Partito Pirata della Corea del Sud, qualcosa che li distingue da altri Partiti Pirata?
Gyung Chan Lee: il tema principale del PPK è l'occupazione e soprattutto l'occupazione per i giovani. Quindi, abbiamo intenzione di creare una Cooperativa Sociale pirata a Seoul. Sto pensando di volare a Berlino per discutere di una Coop Pirata globale e per fare un po' di networking con PPEU e PPI. Pirate Coop potrebbe creare migliaia di bei posti di lavoro e in Corea abbiamo le migliori infrastruttura Internet del mondo. Migliori infrastrutture del mondo significa che se abbiamo software ampio/diffuso (il Piratismo) allora possiamo semplicemente essere il miglior Partito Pirata del mondo. Anche la dimensione della nazione della Corea è ottimale. 50 milioni nel sud, e 20 milioni nel nord. Questa è buona! La Corea del Nord ha già il miglior esercito di hacker del mondo. Sarà bello una volta che la cortina di ferro inizia a cadere.

Pirate Times: Potrebbe dirci di più sulla struttura interna del Partito Pirata della Corea del sud.
Gyung Chan Lee: Siamo ancora un forum. La nostra legge per la creazione di un nuovo partito politico non è semplice. Abbiamo, da 60 anni, un sistema con 2 grandi partiti come nella vecchia Germania. CDU / CSU e SPD. Stiamo per parlare con Prof.Ahn Cheolsoo riguardo ad una sua collaborazione. Era un candidato alla presidenza ed è ora un membro eletto dell'Assemblea nazionale. Ha bisogno di un nuovo partito e lui è il proprietario di una società informatica di antivirus  chiamata "Ahn Lab", la più grande in Corea.

Ecco perché siamo in grado di raggiungere il potere reale nel 2017. Egli sarà un forte candidato alla presidenza. Il problema è, credo, che non possiamo usare il nome "Partito Pirata". I pirati hanno ottenuto un'immagine molto negativa a causa dei vecchi pirati giapponesi. Ma sono sicuro che siamo in grado di utilizzare il sistema PP.

Pirate Times: Pensando 5 anni in avanti, cosa ci sarà di diverso rispetto alla situazione di oggi?
Gyung Chan Lee: 5 anni prima? Per favore, guardate la risposta precedente.

Pirate Times: Come riuscite a mantenere l'equilibrio finanziario? Avete metodi di raccolta di fondi speciali? Come si può sostenere il Partito Pirata della Corea del Sud?
Gyung Chan Lee: Finanziaria: venderemo l'associazione alla Pirate Coop. E' più facile rispetto alle solo quote di adesione ad un partito politico puro. Ai giovani, che chiamiamo generazione 2030, non piace la politica pura. Io personalmente, che sono di religione cattolica, ora sto coordinando 5 milioni di persone cattoliche coreane per una Coop cattolica. E' un esperimento per una Coop Pirata in seguito. Un Super Coop. "Mondragon" dalla Spagna è il mio sogno per i prossimi 10 anni. Un Mondragon coreano!

In seguito potrei anche creare una fondazione sociale. Prof.Ahn ha già una fondazione, ha donato 100 milioni di dollari, quasi la metà della sua fortuna. Si tratta di una piccola fondazione Gates. Sappiamo tutti che non possiamo portarci una valigia con i nostri soldi in cielo.

Pirate Times: Quanti membri ha il Partito Pirata della Corea del Sud in questo momento? Gli stranieri possono diventare membri del Partito Pirata della Corea del Sud?
Gyung Chan Lee: In realtà, siamo circa 120 professionisti. Sicuramente Seoul è la metropoli principale per i Pirati.

Presentazione Foto di Gyung Chan Lee

Pirate Times 30 maggio 2013
INTRODUCTION OF THE PIRATE PARTY OF SOUTH KOREA


mercoledì 29 maggio 2013

anakata si diverte su twitter?

Anakata sembra non aver perso il buon umore, nonostante prigionia e deportazioni.
Sul suo account di twitter https://twitter.com/anakata compaiono i seguenti messaggi:

"Oh Monique, mi manchi. Spero un giorno possa essere la mia åklagare [procuratore di stato] di nuovo"
La Monique di cui parla, è Monique Wadsted, avvocato della controparte rappresentante degli studios di hollywood nel processo su The Pirate Bay, comparsa anche nel film "TPB AFK".
E il tag #milf che anakata decide di associare anakata al post non lascia presagire nulla di buono.

E poi continua: "scusa mamma. non sapevo che avresti letto questo messaggio",
e ancora "scusa per non averti detto di monique e me".

Ma sarà stato veramente anakata a scrivere questi twit, considerato che proprio questa settimana in aula aveva detto che altri hanno usato il suo account?

  1. Twitter. This is mom. She’s the best - follow her now: PS: Sorry for not telling you about Monique and me.
  2. Sorry, mom. Didn't know you would read this.
  3. Oh, Monique, how I miss you. Hope you can be my åklagare again some day.



Assemblea del PPI nel 2014, proposte per la sede?

Promemoria: richiesta di ospitalità - PPI - Assemblea Generale 2014
Reminder: Call for hosts – PPI – General Assembly 2014

Una delle prime cose che il nuovo consiglio del PPI (Pirate Parties International, Internazionale dei Partiti Pirata) ha fatto è stata di inviare una richiesta di ospitalità per la prossima conferenza del PPI. Questo è già un miglioramento se confrontato alla preparazione della conferenza l'anno scorso, quando la richiesta di ospitalità uscì più tardi di quanto avessero previsto. Il Consiglio raccomanda che la nazione ospitante tenga la conferenza in "marzo/aprile o maggio", nonostante la maggior parte dei Partiti Pirata Europei saranno nel bel mezzo dell'attività della campagna elettorale per le elezioni europee che si svolgeranno il 22-25 maggio.

La richiesta è stata pubblicata nella mailing list il 15 maggio, dando agli interessati quattro settimane di tempo per decidere e per fare una proposta al PPI. Alcune persone hanno già espresso il loro interesse per l'organizzazione. Questo post può essere visto come un richiamo a due settimane per l'invio delle proposte. Il testo che segue è stato originariamente inviato da Thomas Gallia, Direttore Amministrativo di PPI.

Pirate Parties International richiede proposte per l'ospitalità della prossima conferenza annuale del PPI e per l'Assemblea Generale. Secondo gli statuti del PPI, l'Assemblea Generale del PPI si riunisce una volta l'anno. Questo significa che la prossima conferenza del PPI si terrà nel 2014.

La prossima Assemblea Generale del PPI - (primavera 2014)
Siamo alla ricerca di una locazione con volontari locali che si occupino dei dettagli e siano in grado di organizzare e ospitare il nostro principale evento internazionale. La Conferenza PPI è un grande evento da ospitare in quanto è il principale raduno del Movimento Pirata Internazionale. Ospitando otterrete meravigliosi risultati, che daranno visibilità al paese ospitante ben oltre le attività interne PPI e avranno un impatto reale sulla vostra comunità Pirata locale.

Una breve panoramica dei requisiti.
La Conferenza PPI è un evento di due giornate e  mezza, che si tiene nel corso di un week-end. Nel 2012, abbiamo avuto un totale di circa 250 partecipanti inclusa la stampa; nel 2013, 75 partecipanti inclusa la stampa. Dipende dalla posizione geografica. Attualmente, il numero massimo di delegati ufficiali è (42 + 12) * 6 = 324 (42 soci ordinari, 12 membri osservatori), ma questa non è una cifra finale e potrebbe anche crescere.
Questo non include i richiedenti adesione - che hanno diritto di inviare fino a 6 delegati. Se i Partiti dell'Assemblea Generale non dovessero usare completamente gli spazi dei per i delegati, saranno ammessi ulteriori partecipanti da parte del pubblico generale per riempire lo spazio. Infatti i Partiti hanno il diritto di inviare fino a 6 persone. Ma il gruppo non si limita a 6 per ogni membro.

Il programma della Conferenza è di solito strutturato come segue:
Venerdì è usato per il viaggio, l'arrivo e la pre-registrazione della maggior parte dei partecipanti. Durante il giorno, si possono tenere piccole riunioni su tematiche preliminari, alcune in apposite disposizioni e altre più formali. Venerdì sera si tiene la festa di benvenuto e l'evento sociale, di solito in un ristorante fuori sede o in un'altra posizione. Sabato e Domenica si svolgono la vera Conferenza e l'Assemblea Generale.

Gli statuti prevedono che Pirate Parties International faccia un Assemblea Generale una volta all'anno e che tradizionalmente sia tenuta in marzo/aprile o maggio, ma si è liberi di offrire date alternative che verranno prese in considerazione.
La proposta dovrebbe includere:
  • Dettagli della sede della conferenza (infrastrutture, servizi, connettività Internet, ristorazione in loco, ecc)
  • Un bilancio abbastanza dettagliato
  • Informazioni sul supporto della comunità locale; membri del team, supporto potenziale da parte delle imprese e del governo locale (se possibile)
  • Opzioni di alloggio e panoramica degli aeroporti, stazioni ferroviarie, le opzioni di trasporto pubblico, ecc.
Le domande devono essere inviate al consiglio del PPI a
board@pp-international.net
È possibile trovare un elenco di requisiti per la proposta e maggiori informazioni sul convegno sulla nostra pagina wiki
Tappe fondamentali:
15.05.2013 - invio della richiesta di offerte
12.06.2013 - termine per le domande (+4 settimane)
19.06.2013 - Conferenza mumble (Pubblica) con tutte le offerte / pubblica apertura delle offerte (1 settimana)
26.06.2013 - il consiglio seleziona coloro che soddisfano i criteri (+1 settimana)
27.06.2013 -  inizio coinvolgimento dei membri sulle offerte dell'Assemblea Generale GA   (+1 giorno)12.07.2013 - fine coinvolgimento dei membri sulle offerte dell'Assemblea Generale GA (15 giorni)
13.07.2013 -  announce del vincitore (+1 giorno)



piratetimes 29 maggio 2013 · da Josef Ohlsson Collentine
Reminder: Call for hosts – PPI – General Assembly 2014

Quattro argomenti contro la democrazia diretta

di Fabian Plaza.

La democrazia diretta potrebbe estendere i controlli e contrappesi, quando si tratta di fare le leggi, farebbe in modo che più persone possano esprimere le loro opinioni, in qualsiasi momento, non solo ogni quattro anni.

Oggi abbiamo un crescente divario tra politici e cittadini. Le persone non si sentono rappresentate dai loro - ironicamente - rappresentanti eletti. I casi di corruzione suggeriscono che lasciare la politica nelle mani di pochi non è forse una buona idea. Per non parlare del fatto che i governanti spesso arrivano al potere sulla base di un programma che poi non sono tenuti a rispettare, rendendo la vostra scelta un assegno in bianco che permette loro di fare qualunque cosa per quattro anni.

Con questi presupposti, molte voci (e sempre di più) parlano a favore della democrazia diretta. Ovvero, che non siano i politici che votano le leggi, ma sia il popolo sovrano che, direttamente e senza intermediari, debba decidere caso per caso se una legge (se, per esempio, il pagamento in natura o dichiarare la corrida come culturale) sia approvata oppure no.

Quando è nata la nostra democrazia moderna, l'unico sistema possibile era la democrazia rappresentativa: non si poteva discutere con tutti gli abitanti di un paese legge per legge, quindi quello si è fatto è stato di far eleggere al popolo i rappresentanti che votino le leggi per loro conto. Ma oggi esiste un luogo in cui tutti gli abitanti di un paese (e anche del mondo) possono discutere le leggi. Quel posto si chiama "Internet". I sostenitori della democrazia diretta, di solito la associano alla rete.

Tuttavia, ci sono voci dissenzienti che ritengono -per vari motivi- che la democrazia diretta non sia una buona idea. Che forse dovremmo stare con la democrazia rappresentativa. I loro argomenti sono validi? Vediamo i più importanti e se possibile le risposte.

Democracia directa en Suiza

1. Non si può dare tanto potere a degli elettori che non si conoscono o che possono sbagliare.

La democrazia diretta spaventa. Tanto quanto consentire a qualsiasi persona, a prescindere dalla loro ideologia culturale o politica, di decidere il destino di un intero paese con il suo voto. Ma i cittadini non devono essere esperti in economia, salute, relazioni internazionali ... Come si può autorizzarli allora a votare a favore o contro le leggi in materia di economia, salute, relazioni internazionali ...? Che cosa succede se si sbagliano? Le conseguenze per il paese possono essere disastrose!

La risposta più semplice è questa: nessun Presidente in tutto il mondo, per quanto si possa adorarlo, è un esperto assolutamente di ogni problema. Eppure, a noi sembra normale votare una persona che prenda decisioni su questi temi e molti altri.

La chiave è che i politici tradizionali non sono enciclopedie o hanno infusa la conoscenza. Sono umani, con i loro punti di forza e di debolezza. Quello che fanno per colmare le lacune delle loro conoscenze è ... chiedere il parere di esperti.

I presidenti parlano con i ministri. I ministri, che neanche loro sanno tutto del loro ambito di competenza, parlano con i loro consulenti. Eccetera.

Ovvero, i politici tradizionali delegano il sapere ad altre persone. Li ascoltano e, una volta formata la loro opinione, sostengono o si oppongono ad una legge.

Lo stesso può essere fatto con la democrazia diretta. Ogni cittadino, anche se non sa di qualche questione complessa, può dedicare tempo per ascoltare altre persone, formare la propria opinione e, infine, sostenere o rifiutare una legge. Come fanno i politici tradizionali ai quali abbiamo dato la nostra fiducia per quei quattro anni.

D'altra parte, i politici sono altrettanto soggetti a prendere decisioni sbagliate, come chiunque altro. In realtà, io sono sicuro che nessuno di noi può pensare a una serie di leggi o di scelte politiche che il tempo non abbia dimostrato che erano sbagliate. E nessuno per quello ha detto che il sistema della democrazia rappresentativa era impraticabile.

Se possiamo permetterci che i nostri presidenti sbaglino, siamo in grado di avere quel margine di manovra anche con gli elettori in un sistema di democrazia diretta.

Inoltre, è quasi comico che ci si consenta di votare per i governanti, ma non per le leggi che si applicano. E' come dire che non possiamo commettere errori nella scelta di una persona, ma possiamo commettere errori al momento di scegliere una legge, come se potessimo essere in grado di sapere che un Presidente, Sindaco, ecc., non sbaglierà mai in qualsiasi campo - e quindi possiamo eleggerlo - ma allo stesso tempo siamo così miopi da non sapere se una determinata legge è buona o cattiva.

Democracia directa
2. Le Persone non vogliono complicarsi la vita con le votazioni.

Si dice anche che gli elettori non vogliono problemi. Se chiediamo alla gente di votare tutte le leggi, diventeranno troppo pigri e si allontaneranno dal sistema. La democrazia diretta non funziona perché la gente non vuole sprecare il suo tempo votando.

L'ironia è che lo stesso vale per la democrazia rappresentativa, e nessuno ha suggerito che questo è un motivo per smantellarlo.

In effetti, se andiamo ai risultati tipici elettorali vediamo sempre che c'è una significativa percentuale di astensione. Persone che, per qualsiasi ragione, non votano. Nel nostro paese, tale percentuale è diventata molto vicina al 50%. La metà della popolazione sceglie di non votare!

Questo significa che il sistema della democrazia rappresentativa non sta funzionando? No, con tutti i suoi difetti e limiti la democrazia rappresentativa funziona nonostante ci sia il 50% di astensioni. Perché il resto della popolazione elegge i suoi rappresentanti e, grazie a ciò, ogni mese i parlamenti approvano nuove leggi per regolamentare la vita comune.

Lo stesso accadrebbe ad un sistema di democrazia diretta. Ci sono un sacco di astensioni? Probabilmente sì, soprattutto nelle fasi iniziali, fino a quando la gente si abitua e vede quanto sia utile votare direttamente le leggi. Ma questo non impedisce il funzionamento del sistema. Coloro che vogliono votare possono farlo, e così molte persone si sentono più vicine alla politica. Le leggi saranno più controllate dal popolo.
Protesta: Nuestras vidas no pertenecen al estado
3. La democrazia diretta è costosa o di difficile attuazione.

Ciò che le persone che sono a favore della democrazia diretta chiedono è una cosa oltremodo grande. In linea di principio, sembra che debba cambiare l'intero apparato istituzionale della democrazia rappresentativa. Questo sarebbe un lavoro titanico e forse non ne vale la pena.

Ora, pensiamo alla storia. Quando si passò dai governi assolutisti alle democrazie rappresentative ci fu lo stesso un cambiamento significativo. L'infrastruttura necessaria era enorme. Abbiamo dovuto creare un censimento per vedere chi poteva votare e chi non poteva (per questo bisognava avere i dati di tutti gli abitanti del paese, in un epoca prima che esistessero i computer!). Abbiamo dovuto creare un sistema giuridico che regola tutto. Sono state create dal nulla istituzioni come la Giunta Elettorale. Si è dovuto escogitare un sistema matematico per l'attribuzione dei seggi. E' stato necessario stampare milioni di schede elettorali e renderle disponibili (insieme con il censimento corrispondente) ad ogni collegio elettorale. Hanno dovuto sviluppare un sistema di garanzie per il conteggio, e contare con mezzi umani, materiali e risorse economiche per tutto ciò.

Un lavoro enorme, senza dubbio ... ma è stato fatto e adesso esiste. Ciò che era difficile non ha impedito che adottassimo questo sistema, in quanto il miglioramento superava di gran lunga gli eventuali svantaggi.

Lo stesso dovrebbe accadere con la democrazia diretta: dare più voce al pubblico, permettendo che il potere non sia solo nelle mani di pochi, dovrebbe essere un obiettivo per noi (come è stato il passaggio dalla tirannia alla democrazia rappresentativa).

D'altra parte, il passaggio alla democrazia diretta sarebbe molto più facile di quanto lo sia stato passare dalla tirannia alla democrazia. Il censimento è fatto, abbiamo strutturato i seggi elettorali, ... Se scegliamo di farlo tramite Internet, e abbiamo anche meccanismi di identificazione elettronica (e-ID, per esempio).

Inoltre, non ci sarebbe nemmeno bisogno di fare grandi cambiamenti nella legislazione! Si potrebbe pensare che questo salto implicherebbe una complessa riforma democratica della Costituzione spagnola. Beh, non è. La nostra Costituzione prevede già la democrazia diretta!

Infatti, l'articolo 23 (parlando dei cosiddetti "diritti fondamentali", cioè, i diritti più importanti del nostro sistema) ha detto che la Spagna riconosce il diritto "di partecipare direttamente alla vita pubblica".

In altre parole, la democrazia diretta è, nel nostro paese, un diritto fondamentale!

Passare dalla democrazia rappresentativa alla diretta sarà molto più semplice di quanto sembri. E non dimenticate che paesi come la Svizzera la stanno applicandolo già dalla fine del XIX secolo. Cioè, anche quando hanno implementato questo sistema i computer non esistevano e ciò nonostante la hanno utilizzata. Quindi non sarà così difficile.
¿Hasta dónde llegan nuestros votos hoy día?
4. La democrazia diretta non è sicura.

Votare tramite Internet causa perplessità. Come possiamo sapere che il nostro voto sarà registrato correttamente? Come possiamo essere sicuri che il nostro voto è segreto, e che non venga controllato cosa abbiamo scelto di votare?

In realtà, ci sono tecnologie che consentono di verificare un utente senza sapere il voto da loro scelto. E infatti, sono già stati sperimentati sistemi di voto elettronico in paesi che vanno dal Canada all'Estonia, attraverso la Svizzera, la Francia, l'India e gli Stati Uniti.

Il fatto che possano esistere rischi di frode non deve farci tornare indietro, allo stesso modo con cui non sminuiamo le elezioni della democrazia rappresentativa per il fatto che esiste ancora oggi la compravendita di voti, manomissioni o alterazioni del conteggio delle schede elettorali. O nemmeno dal fatto che esista una parola specifica per descrivere questa frode - "broglio" - che dimostra come avvenga spesso.

No, quello che è stato fatto è quello di creare meccanismi per combattere queste manipolazioni e di migliorare il sistema giorno per giorno. Lo stesso potrebbe essere fatto con le votazioni on line.

Tuttavia, non tutte le votazioni di democrazia diretta devono avvenire necessariamente attraverso la Rete. In Svizzera, ad esempio, è normale che nel suo secolo e mezzo di democrazia diretta si siano effettuati referendum con la carta tradizionale. Quindi non vi è nulla da temere in termini di sicurezza.

In breve, molte delle critiche fatte alla democrazia diretta si applicano anche alla democrazia rappresentativa. Eppure, nessuno dice che è poco pratica, ma la applichiamo senza intoppi. Lo stesso può essere fatto con la democrazia diretta, se abbiamo la volontà di fare il cambiamento.

Inoltre, la democrazia diretta amplierebbe gli equilibri e i controlli quando si tratta di fare le leggi, farebbe in modo che più persone possano esprimere le loro opinioni, in qualsiasi momento, non solo ogni quattro anni. Cioè, si tratta di un sistema che dà più diritti e non toglie niente a nessuno. Perché dovremmo negarlo?


@fabianplaza
11/02/2013 Cuatro argumentos contra la democracia directa

martedì 28 maggio 2013

anakata: non sono io che ho scritto quelle cose

Il fondatore di The Pirate Bay, Gottfrid Svartholm, noto come anakata nega le accuse in tribunale

Comparendo in tribunale per la seconda settimana, Gottfrid Svartholm dice di aver avuto alcun ruolo nella intrusione informatica azienda informatica svedese Logica. Il fondatore di The Pirate Bay nega di essere la persona dietro di log delle chat, presentata come prova da parte dell'accusa e sostiene che altre persone delle quali lui non vuole fare il nome hanno avuto accesso ai suoi computer fisicamente o tramite accesso remoto. Il procuratore Henrik Olin ha descritto le dichiarazioni dello svedese come "non credibili".

All'inizio di aprile, il procuratore Henry Olin dell'Ufficio internazionale della Procura di Stoccolma ha annunciato che Gottfrid Svartholm era stato accusato di vari reati legati all'hacking tra cui truffa aggravata, tentata truffa aggravata, e favoreggiamento di tentata truffa aggravata.

Le accuse riguardano l'hacking di Logica, società IT svedese che lavora con le autorità fiscali locali. Gran parte delle prove dell'accusa sono state ottenute da un computer sequestrato a Gottfrid quando è stato arrestato l'anno scorso in Cambogia.

La scorsa settimana il 36enne fondatore di The Pirate Bay da Dalarna è finito sotto processo presso la Corte Distrettuale di Stoccolma e dopo i primi giorni di relativa quiete stanno trapelando ora maggiori informazioni dall'aula del tribunale.

Gottfrid nega le accuse e confrontato con la prova che è stata trovata sul suo computer, ha detto che qualcun altro deve avere avuto accesso mentre era in Cambogia. Ha negato di essere fuggito lì per evitare la sua condanna relativa al processo su The Pirate Bay e ha detto di aver agito in quel modo semplicemente perché non era "più un grande fan della Svezia."

"Entrambi i computer erano computer del laboratorio per lo sviluppo di software", ha dichiarato Gottfrid, aggiungendo che erano accessibili da altri, sia fisicamente che a casa sua e da remoto via Internet.

"Avevo un appartamento abbastanza grande e c'è stata un sacco di gente, quindi è possibile. Ma, personalmente, credo che sia avvenuto da remoto", ha detto.

Vestito con una camicia blu il 28enne ha detto che non ha alcun interesse per i mainframe come quelli di Logica, descrivendoli come "roba grossa e noiosa in luoghi noiosi."

Il procuratore Henry Olin presentato i log delle chat nelle quali ha sostenuto che sono state comunicazioni tra Gottfrid e il 36enne ancora senza un nome, ma tale affermazione è stata respinta.

"Non sono io che ho scritto quelle cose", Gottfrid ha detto alla corte, avendo precedentemente notato che il suo co-imputato è solo una conoscenza casuale.

Il fondatore di The Pirate Bay ha convenuto che occasionalmente aveva usato on line un alias citato dal pubblico ministero, ma ha detto che lo stesso nome era stato usato anche da almeno una mezza dozzina di altre persone.

"Non è credibile", il procuratore Henrik Olin ha detto ai media svedesi durante una pausa nel procedimento. "Se si guarda a com'è fatto Gottfrid Svartholm, perché avrebbe permesso ad altri di usare il suo computer fino a quel punto?"

Il caso continua.


28 maggio 2013, Torrent Freak Pirate Bay Founder Denies Hacking Charges in Court

i Pirati mostrano la rotta al forum della Pubblica Amministrazione



28 Maggio 2013. Carlo von LynX presenta Liquid Feedback alla platea del Forum della Pubblica Amministrazione (Forum PA 2013), che si tiene ogni anno a Roma.
E' un tema caldissimo, ormai la nostra è una società che non può essere che chiamata Società Digitale, e la politica che si arroca nella torre e ignora questa richiesta di partecipazione diretta ne paga le conseguenze.
Il caso Italiano è emblematico, considerato che la piattaforma Liquid Feedback, nata in Germania dove il Partito Pirata è approdato con un successo travolgente, in Italia viene usata per realizzare dal Partito Pirata Italiano l'Assemblea Permanente On line, dove la democrazia diretta o l'uso della non è soltanto uno slogan per mascherare leaderismi o forme più o meno occulte di gerarchie e strutture partitiche, ma viene usata dai Pirati Italiani per discutere di tutto, dai temi "core" dei Pirati fino alle più piccole decisioni.

 Sul sito del Partito Pirata: Forum PA: presentazione Liquid Feedback del Partito Pirata

lunedì 27 maggio 2013

Lussemburgo, Pirati in cerca di identità

Vista la quantita' di unghiate a destra e a sinistra, non vi è dubbio che la campagna elettorale non ufficiale del 2014 sia già iniziata.
Ma coloro che non hanno assolutamente nulla da perdere, i Pirati, sono stati i primi Sabato a presentare i contorni di un programma elettorale. Un abbozzo di un programma che, per il momento, ha poco più di 300 punti e sarà perfezionato da qui all'autunno. Un programma debuttante, che è evidentemente il risultato di brainstorm con i quali il Partito si è organizzato sul web nelle ultime settimane.

Programma che quindi non sorprende  che contienga un po' di tutto. Dal reddito minimo, che deve essere previsto prima di tutto per migliorare il volontariato o ancora più importante l'educazione dei bambini, all'introduzione di un terzo sesso, passando per il concetto di "piattaforma neutrale", al chiodo fisso dei Pirati, come la libertà su Internet, la prima bozza del  programma del Partito Pirata manca di un vero filo conduttore. Lo slogan "Reboot Lussemburgo" ("Riavvia il Lussemburgo"), che il giovane presidente del partito ha accuratamente spiegato sabato ai non iniziati, non suona male, ma non cambia nulla.

"Noi non siamo un partito di nicchia" ha proclamato ancora Sven Clement al congresso. Va bene. Se sono membri di un network nato sulla scia della rivoluzione digitale, i pirati del Lussemburgo rifiutano di essere ridotti ad una banda di nerd dipendenti dello scaricare, o attivisti interessati alla mera protezione dei dati personali. Ma devono ancora trovare la loro strada. E si aggiunge un altro fenomeno. Come tutti i pirati, il Partito Pirata del Lussemburgo celebra la codecisione e la  trasparenza: i membri sono invitati a partecipare alla genesi di ogni decisione per conto del partito. Un processo che non è poco interessante, ma è particolarmente pesante e contribuisce a questo flusso programmatico.

Se i Pirati di Sven Clement vogliono avere il successo dei loro omologhi tedeschi (15 seggi in parlamento a Berlino) attraverso il Lussemburgo (un seggio nel 2014 è l'obiettivo dichiarato), devono essere vigili per non cadere nelle stesse insidie ​​di questi, per una sorta di inerzia.

Christiane Kleer, Le Quotidien.lu , 27 Maggio 2013
Pirates en quête d'identité

sabato 25 maggio 2013

IlPost.it: la mancata aderenza alle decisioni prese su Liquid Feedback all'origine della crisi dei Pirati tedeschi


Nell'articolo di oggi su ilpost.it: "La crisi dei Pirati tedeschi" emerge uno dei problemi della democrazia rappresentativa, purtroppo esistente anche su un fronte fondamentale come quello dei Pirati Tedesco:
"... Le decisioni prese a maggioranza dagli iscritti votando sulla piattaforma Liquid Feedback, ad esempio, non sono vincolanti, e molto spesso vengono capovolte nelle riunioni dal vivo dei responsabili".
Questo problema è emerso per il Partito Pirata Tedesco anche nell'ultima Assemblea Generale che si è tenuta a metà maggio 2013: nonostante si fosse discusso e deciso di istituire l'assemblea permanente on line, quando si è trattato di votare non è bastato il 58,1% delle votazioni a favore dei delegati, perché tale decisione che modifica lo statuto richiedeva una maggioranza qualificata.
Da questo punto di vista, nel Partito Pirata gli italiani sono stati i primi a lanciare il cuore oltre l'ostacolo, perché da già da dicembre 2011 modificando il loro statuto, e attraverso l'Art. 17. si sono costituiti in Assemblea Permanente on line attraverso l'uso della piattaforma Liquid Feedback.
La democrazia diretta, o meglio quella liquida, è una innovazione enorme che per essere adottata globalmente richiede sicuramente la capacità di guardarsi avanti, e saper rinunciare a quei privilegi che vengono dati ai rappresentanti eletti nelle forme di democrazia rappresentativa che oggi conosciamo.
Ma i tempi perché si diffonda non possono essere lontani, soprattutto considerando quanto la democrazia sia ormai in una crisi irreversibile.

ilpost.it, 25 Maggio 2013 La crisi dei Pirati tedeschi

venerdì 24 maggio 2013

Progetti Internazionali In Materia Di E-Government E Di Cooperazione Digitale

24 maggio 2013 · da Josef Ohlsson Collentine
Una delle aree sulla quale i Partiti Pirata stanno cercando di agire su è l'adeguamento della politica ad una nuova era digitale. Ciò può essere ottenuto attraverso l'aggiunta di una maggiore trasparenza ai governi, aprendoli ad una maggiore collaborazione e l'uso di dati e la trasformazione del governo maggiormente in più direzione dell'eGovernment , sia per poter usare maggiormente i benefici portati dalla nostra era digitale e per proteggici dai suoi rischi.
La E-delegazione svedese è impegnata, tra l'altro, ad "aiutare il governo nella collaborazione UE e in progetti internazionali in materia di e-government" (tradotto dir. 2009:19). Per fare questo, stanno monitorando l'area e hanno compilato un elenco di progetti in materia di trasporti, sicurezza sociale, identità elettronica, fiscale e doganale, ecc
Questa lista è, purtroppo, solo in svedese, che è il motivo per il quale Pirate Times ha deciso di tradurla per rendere partecipi gli altri Partiti Pirata così come altre organizzazioni internazionali interessate all'e Government. Speriamo che questa lista porti ad una maggiore consapevolezza e collaborazione, invece di avviare progetti simili. Vi invitiamo a copiare e far evolvere questo elenco con il vostro, ma nel caso per favore riportate il link.

Mercato del lavoro / Studi

PLOTEUS
progetto europeo. Un portale per aiutare gli studenti, disoccupati, lavoratori, genitori, tutori e insegnanti a trovare informazioni su come studiare in Europa.
EURES (portale europeo della mobilità del lavoro)
Progetto UE. Un portale per informare riguardo ai posti disponibili nei paesi UE, CV dei candidati interessati, ciò che si deve sapere sul vivere e lavorare all'estero e molto altro ancora.

E-Government/IT

Internet Governance Forum (IGF)
Progetto globale. Scambio di idee e di esperienze all'interno sell'eGovernment.
Tele-Union International Global Cyber ​​Security Agenda
Progetto globale. Collaborazione per aumentare la sicurezza nella nostra società digitale.
OCSE innovazione del settore pubblico e di e-government
Progetto OCSE. Come può essere utilizzata per più efficienza nella gestione.
OCSE osservatorio del Public Sector Innovation
Progetto OCSE. Raccoglie e analizza esempi di innovazione nella pubblica amministrazione e promuove i progetti di maggior successo.
Open e-Trustex (all'interno di Join Up)
Progetto-UE. Una piattaforma open source offerta alle amministrazioni pubbliche a livello europeo, nazionale e regionale, per creare uno scambio sicuro di documenti.
OSEPA
OSEPA è una collaborazione UE sui dati aperti che cerca di creare più efficienza e lo sviluppo attraverso collaborazioni interregionali al fine di realizzare la modernizzazione economica e l'aumento della competitività in Europa.
Nucleo Vocabolario Servizio Pubblico (unirsi)
Progetto-UE. Termini comuni per descrivere servizi elettronici pubblici e di governo elettronico nei diversi paesi.
Strategia europea per l'interoperabilità (EIS Governance Support -> ISA
Progetto-UE. La collaborazione e lo scambio di informazioni circa le amministrazioni pubbliche in merito alla fornitura e allo sviluppo intorno servizi digitali transnazionali.
e-clic (Centri europei per l'innovazione collaborativa) 
Progetto di collaborazione tra la Svezia, la Norvegia, Paesi Bassi, Germania, Inghilterra e Belgio.L'innovazione all'interno della banda larga e dei media.
e-IRG (Electronic Infrastructure Reflection Group)
Progetto-UE. Cooperazione sull' e-Infrastruttura. Un uso collettivo, facile ed economico delle risorse elettroniche distribuite.
e-lnfraNet
Progetto europeo. La collaborazione e l'armonizzazione delle infrastrutture elettroniche nazionali.

Assicurazione eHealth / Sociale

Nordsoc (Portale delle assicurazioni sociali nordici)
Progetto Nordic. Linee guida su quali leggi di un paese siano valide quando ci si sposta in un altro paese nordico.
TESS (Telematica nella sicurezza sociale)
Progetto nordico. Case management più efficace attraverso lo scambio elettronico di informazioni in materia di pensione congiunte. Nessun sito web, contattare Försäkringskassan  per maggiori dettagli.
epSOS (all'interno di e-SENS)
Progetto-UE. Rimuovere le barriere linguistiche, amministrative e tecniche per rendere più facile per le persone a ricevere assistenza medica in base alla loro storia medica.
EESSI (Scambio elettronico di informazioni sulla sicurezza sociale)
Progetto-UE. Sistema IT per aiutare lo scambio elettronico di informazioni tra le unità nazionali di sicurezza sociale.

eID

STORK 2.0 
EU-progetto. Collaborazione digitale nel campo dell'identificazione sia per i privati ​​e le imprese / persone giudiziarie.

E-procurement

UN / CEFACT
progetto globale. Uso di soluzioni IT in materia di appalti pubblici e privati.
PEPPOL 
progetto all'interno di e-SENS, UE. E-procurement nel settore pubblico.
e-PRIOR
Progetto europeo. e-cataloghi, e-Ordering e fatturazione elettronica, la collaborazione con PEPPOL per la gestione del documento post-premio.
e-Procurement forum
Progetto-UE. Piattaforma di scambio di idee ed esperienze nell'ambito dell'e-procurement pubblico.
Mercato Unico Atto II 
Progetto europeo. Economia digitale, facilitare l'e-commerce e di e-procurement.
E-tender gruppo di esperti
Commissione UE di gruppi di esperti sull'e-procurement, uso di servizi elettronici per la pubblicità, la pubblicazione dei capitolati e gare, e-invio.
Forum europeo multilaterale sulla Fatturazione elettronica
Scambio di informazioni e di esperienze in giro eBills a livello UE e nazionale
Affari di interoperabilità Interfacce (CEN BII)
UE-project. Cooperazione tecnica digitale in e-procurement in conformità delle norme UN / CEFACT.
e-CERTIS
UE. Una guida ai documenti e certificati necessari per partecipare agli appalti pubblici in un altro paese europeo.

Registrazione nazionale

Nordisk eFlytt
Collaborazione nordica sulla registrazione nazionale.
Nessun sito web, contattare Skatteverket  per maggiori dettagli.
Vocabolario Core Person (all'interno di Join UP)
Progetto-UE. Data-model semplificato e ri-utilizzabile per salvare informazioni sensibili personali come il sesso, nome e data di nascita.

Aziende

Core Business Vocabulary  (all'interno di Join UP)
Progetto UE. Modello dati semplificato e riutilizzabile per salvare importanti informazioni aziendali, quali il nome giudiziario, indirizzo e attività.
MiFID
Progetto europeo. Armonizzazione delle regole per le imprese di investimento.
EBR (European Business Register)
Progetto-UE. Accesso online al dettaglio delle imprese europee direttamente dal register ufficiale di paese.
ECRF (Forum europeo di Commercio Resister)
Progetto-UE. La collaborazione tra le autorità responsabili della registrazione delle informazioni aziendali.
Corporate Registri Forum
Progetto globale. Collaborazione e scambio di informazioni sui sistemi di registrazione delle imprese.

Geologia / Chimica

OneGeology (1G)
Progetto globale. Forum per la digitalizzazione di dati geologici
REACH-IT
Progetto-UE. Piattaforma online per la memorizzazione delle informazioni e documenti sulle sostanze chimiche.
SON (Rete agenti di sicurezza per REACH-IT)
Progetto-UE. Scambio sicuro di informazioni sulle sostanze chimiche tra la Commissione europea, i governi nazionali e le istituzioni.
Commissione IUGS ​​per la gestione e l'applicazione della geologia Informazioni
Progetto globale. Uso di IT di creare, rifare e diffondere dati geologici.

Legge

European e-Legge Portale 
Informazioni legali per cittadini, aziende e professionisti.
LEOS (legislativo Editing Software Open) 
All'interno del progetto ISA (UE). Gestione automatica dei documenti di legge, la collaborazione digitale tra testi giuridici e database.
e-CODEX
Projekt all'interno di e-SENS, UE. Collaborazione digitale nel settore della legge, rendere informazioni legali disponibili per i cittadini e le imprese.

Punto di contatto

SPOCS (all'interno di e-SENS)
Progetto-UE. Più facili le procedure amministrative per le imprese che vogliono espandersi (licenze, permessi, ecc)
EUGO (sportello unico) -> SPOCS
Progetto europeo. Creare un business in un altro paese: le leggi, i regolamenti e le formalità. Forme.

Terra / Geografia

Core Location Vocabolario (unirsi)
Progetto-UE. Semplice modello riutilizzabile dei dati per informazioni sulla posizione: indirizzo, nome geografico, la geometria.
EULIS (Sistema europeo di informazione territoriale)
Progetto-UE. Banche che concedono, agenti immobiliari e avvocati accesso diretto alla terra e le informazioni di proprietà.
Geographics Euro
UE-project. IT-infrastruttura per armonizzare i dati geografici nazionali.
INSPIRE (Infrastruttura per l'informazione territoriale)
Progetto-UE: IT-infrastruttura per armonizzare i dati geografici nazionali.

Fiscale / doganale

Iota (L'Organizzazione intra-europea delle amministrazioni fiscali)
Progetto globale. Migliorare l'amministrazione fiscale: forum per le autorità fiscali.
Nordisk eTax
Progetto nordico. Questioni fiscali per una persona che vive in un paese ma lavorano in un altro.
VIES II (Comunicazioni IVA scambio System)
Progetto europeo. Banca dati elettronica di registrazione IVA. Gestione di documenti su imposte e IVA diminuito.
EMCS (Excise Movement Control System)
Progetto europeo. Accise semplice e più uniforme.
e-doganale
Progetto-UE. Modernizzazione del codice doganale e di UE: s leggi su ordinazione comuni, nonché di sviluppo di procedure comuni e sistemi IT.

Traffico

Nordiskt Vägforum Informationssystem och kommunikationsteknologi (NVF-IKT)
Progetto nordico. Lo sviluppo professionale e networking nell'area ICT per il settore stradale nordico.
Nordiskt Vägforum Intelligenta transportsystem (NVF-ITS)
Progetto nordico. L'interoperabilità e la standardizzazione, lo sviluppo di ITS (Intelligent Transportation System).
Associazione Mondiale-Road Network Operation Strada
Progetto globale. Promozione di sistemi di trasporto intelligenti (ITS).
Easy Way
Progetto europeo. Aumentare l'utilizzo di ITS.
CEDR (Conferenza dei direttori europei delle strade)
Progetto-UE. Collaborazione sul traffico e di informazione stradale, l'utilizzo di ITS.
ERTICO
Progetto europeo. Collegamento in rete di propri esperti, la collaborazione per la promozione del suo


INTERNATIONAL PROJECTS IN E-GOVERNMENT AND DIGITAL COOPERATION

Ridere o piangere per l'articolo di Le Figaro sul Partito Pirata?

Come definire l'articolo di oggi su Le Figaro che cerca di spiegare il Partito Pirata: sconcertante? Desolante? Ridicolo? Veramente non lo so, lascio a voi decidere.

Le Figaro Magazine, 24 Maggio 2013
Un partito liberal-libertario all'assalto dei giovani

Chiamato il Partito Pirata, il micro-movimento di idee liberal-libertarie raccoglie le voci della generazione digitale. La loro priorità è quella di accedere gratuitamente su Internet a tutto quello che vogliono.

Immergersi nel mondo dei pirati, è un po' come parlare di politica con il vostro figlioccio grande che non avete visto dalla sua prima comunione: in un primo momento non si capisce niente, e quando poi si capisce, vi mette paura.

In primo luogo, perché questo piccolo partito, che raccoglie voti dalle elezioni dello scorso anno, ha in cima all'ordine del giorno argomenti dei quali non sapevi neanche da lontano che fossero importanti, ma, ovviamente, sono la priorità assoluta di un'intera generazione: in primo luogo, ad ascoltare e guardare liberamente (leggi: gratuito) su Internet tutto ciò che vogliono. "Quello che vogliamo è di legalizzare la condivisione dei file tra i cittadini quando non sono fatti a scopo di lucro", spiega Maxime Rouquet, un simpatico  ingegnere informatico, 27 anni, ex co-presidente del movimento e oggi uno dei suoi leader per l'Ile-de-France.

Attenzione: i Pirati - un nome scelto per provocazione nel 2005 dal creatore del movimento, uno svedese, per mostrare come fosse, secondo lui, ridicolo trattarli come criminali - non sono contro gli artisti. "Noi non rubiamo, noi copiamo, noi condividiamo", ha detto Maxime. Vorrebbero anche essere i loro migliori alleati ... Perché i pirati combattono "un oligopolio, il sistema in cui alcuni soggetti controllano tutta la distribuzione della cultura" e si fanno pagare profumatamente questa mediazione a spese degli artisti. "La nostra lotta è simile a quella delle radio libere nei primi anni '80", dice il giovane.
Solo che i pirati non si fermano davanti alla morte - ormai prevista - dell'Hadopi. Applicano la loro logica liberal-libertaria a tutta la società. Essi sono, per esempio, contro i brevetti. "Crediamo che i brevetti non abbiano motivo di esistere, soffocano costantemente l'innovazione e la diffusione delle nuove conoscenze", si legge nel loro programma. Questo è vero anche per i brevetti sui farmaci "è una tassa sulla vita" a beneficio dei pazienti nei paesi ricchi. Logicamente, il Partito Pirata è anche contrario a qualsiasi forma di censura su Internet, come i blocchi amministrativi dei siti che diffondono materiale pedopornografico. "La nostra posizione è: nessuna chiusura del sito, senza un ordine del tribunale", spiega Maxime, perchè si tratta semplicemente di "portare i diritti umani in ambito digitale."
"E 'vietato vietare", versione digitale

Ma il ragionamento dei Pirati va oltre: "La censura non è la risposta," glissa il giovane, consapevole di muoversi in un campo minato: "Cerchiamo di essere chiari: siamo contro la pedopornografia, ma noi crediamo che più mettiamo divieti in rete, più queste reti diventano nascoste, sofisticate e difficili da smantellare". Lo stesso vale naturalmente per siti web neonazisti, jihadisti, e altre guide on-line per gli apprendisti terroristi. In breve, è un po il vecchio slogan dei sessantottini "è vietato vietare" riveduto e corretto in salsa digitale.

Il programma del Partito Pirata è il seguente: una lunga lista di "diritti fondamentali" e di rivendicazioni che chi ha più di 20 anni non può capire. La loro priorità? "Il diritto di anonimato e pseudonimo". Ci sono anche delle lamentele misteriose come "smettere di limitare l'interoperabilità" ... Ma i pirati hanno anche una campagna per "ripristinare l'indipendenza della magistratura", con la rimozione del ministro della giustizia e la "presenza obbligatorio davanti a un giudice per essere sottoposti alla custodia". E comunque, è inutile cercare un accenno all'economia, al sociale e sulla residenza.

Né a destra né a sinistra, vicino al movimento verde

In Francia, il Partito Pirata è iper confidente. Alle legislative del 2012, ha presentato un centinaio di candidati che hanno ottenuto un po' più di 30.000 voti. Ma nelle parlamentari di Val-de-Marne a dicembre il suo candidato ha raggiunto quasi il 3%, tre volte il punteggio di giugno 2012. Per questo lo strano movimento, ufficialmente né di destra né di sinistra, ma molto vicino al movimento verde, potrebbe capitalizzare la crescente sfiducia dei giovani nei confronti dei partiti tradizionali. Ben consolidata in Nord Europa (che ha dei ministri eletti al Parlamento svedese), ha due deputati che, l'anno scorso, hanno fatto di tutto per affossare un trattato anti-europeo.

Un parti libéral-libertaire à l'assaut des jeunes